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Olio Extravergine di Oliva Olivarte "O"

 
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Codice Prodotto: A-107

Capacità:
Bottiglia lux 500 ml

Confezione:
Scatola di cartone con 6 bottiglie, dimensioni 18 x 12 x 30, peso: 6,2 Kg

La produzione:
L'olio extra vergine di oliva OLIVARTE “O ” è una porzione del il nostro miglior extravergine . Proviene da un piccolo oliveto che i nostri antenati chiamavano “O” situato in Sabina e più precisamente a Montelibretti. La raccolta avviene in maniera parzialmente meccanizzata: mediante l'ausilio degli abbacchiatori e delle reti. Le olive raccolte vengono mese in piccole casse forate che consentono l'areazione. Le piccole casse vengono ad una ad una immerse in flusso di acqua fresca e corrente in modo da eliminare la polvere, i detriti ed i residui della raccolta. Questa operazione è importantissima anche perché le olive si mantengono fresche e fragranti fino al momento della molitura. Effettuate dette operazioni le olive vengono portate al mulino per la spremitura. Questa fase è delicatissima perché se non si usano le giuste precauzioni tutti gli sforzi fatti per la raccolta vanificano. Anzitutto viene fatta un'accurata pulizia, mediante  acqua calda in abbondanza,  di tutte quelle componenti del mulino che vanno a contato con il frutto prima, con l'olio prodotto poi. Successivamente vengono controllate e reimpostate le temperature di esercizio che devono essere rigorosamente inferiori a 27 C°.  Giunti a questo punto il frutto ancora fresco e fragrante,  viene versato con cautela nel circuito del mulino. Dopo circa un'ora inizia ad uscire il nostro olio; sono trascorse 5 o 6 ore da quando le olive sono state staccate dall'albero ma è trascorso un anno di cure e di attenzioni. 

Varietà olive:
Leccino, Frantoio e Carboncella per il 80% e Salviana, Pendolino, Rosciola e Livastrino restante 20%.

Lo Stoccaggio: 
L’olio extra vergine di oliva OLIVARTE è conservato in cisterna di acciaio inox con chiusura ermetica in atmosfera di azoto al riparo della luce e dell’aria. Prima di essere immagazzinato l'olio viene filtrato con filtro a cotone. Tale operazione è effettuata non appena l'olio esce dal frantoio  e serve per separarlo subito dalle sue impurità che alla lunga potrebbero danneggiarlo.  

L'imbottigliamento:
L’olio prima di essere imbottigliato, per garantire una perfetta conservazione anche in bottiglia, subisce un'ulteriore lieve filtratura a cotone. Le bottiglie usate sono di vetro scuro in quanto lo proteggono dalla luce, preservandone le caratteristiche qualitative. Le bottiglie vengono prelevate dall’imballo originale solo al momento della riempitura, soffiate con azoto alimentare, riempite e tappate artigianalmente. Una volta riempite e tappate vengono etichettate e inscatolate a mano.
Pur effettuando una lavorazione per lo più artigianale, l’Azienda rispetta ed avvalora tutte le misure igenico-sanitarie previste allo scopo.

Come conservarlo:
Ai fini di una conservazione ottimale deve essere conservato in ambiente fresco e asciutto e non deve essere esposta ai raggi solari. Il prodotto a dette condizioni il prodotto si conserva a lungo anche dopo aperto.

Degustazione:
All’olfatto rilascia una sensazione del frutto appena franto, al palato si presenta morbido e delicato, ha un gusto molto equilibrato con giuste note di dolce,  piccante e con un retrogusto leggermente amarognolo. È consigliato su tutte le pietanza soprattutto per il condimento di verdure crude o cotte. Grazie al suo sapore delicato si addice in particolar modo ai piatti a base di pesce.

Perchè Oliveto “O”:
Da bambino ero curioso di sapere l’origine dei nomi attribuiti ai vari appezzamenti di terreno, grazie a questa curiosità sono venuto a conoscenza di notizie ormai dimenticate. Dalle nostre parte vi era l’usanza di semplificare ogni cosa persino i nomi delle persone e dei poderi.

Relativamente all’oliveto "O " mio nonno mi fece questo racconto:

“Mio padre mi raccontava che nei primi anni del 1800 per gentile concessione del Papa Pio VII, noto per le sue aperture alle idee moderne, venne donato agli agricoltori di Montelibretti un bellissimo oliveto che si divisero equamente. L’oliveto non aveva un nome “paesano” perché non era mai stato gestito da loro. Si da il caso che nei tempi antichi gli agricoltori vivevano, per esigenze contingenti, una specie di vita collettiva; quando si incontravano per le vie del paese si scambiavano consigli reciproci sulle priorità dei lavori da fare e su quali appezzamenti era meglio recarsi l'indomani. I primi tempi del nuovo possedimento vi era un certo imbarazzo nel nominare l'oliveto appartenuto al Santo Padre, quando si incontravano per le vie del paese ed erano costretti a nominarlo usavano un tono deferente dicendo semplicemente: "domani vado all’O".